Proverbi

Da Pazzanitu.

Un elenco ancora non completo di proverbi pazzanesi, di cui molti presi dalla lista effettuata da Annunziato Coniglio.

(le poche voci dei proverbi non sono al momento accessibili)

A

  • Acqua chjara on porta pagura e truoni
L'acqua limpida non ha paura dei tuoni
chi è onesto non ha paura delle invettive della gente
  • Acquazzina on linchja buttazzu
la brina non riempe il pozzo
Bisogna stare attenti alla sostanza e non all'apparenza
  • Ada scinduta ogni santu t'aiuta
In discesa ti aiuta ogni santo
Bisogna vedere chi veramente ti aiuti nei momenti di difficoltà
  • Adu malu zappaturi nci mpaccia un marruggiu
Al cattivo zappatore gli da fastidio il manico della zappa
Ogni scusa è buona per chi non ha voglia di lavorare
  • Aiutati ca dio t’aiuta.
Aiutati che dio ti aiuta.
Non aspettarti che siano gli altri ad aiutarti incomincia tu!
  • Amici cu tutti, ma fedeli cu nudu
Amici con tutti ma fedele con nessuno
Bisogna cercare di essere amici con tutti ma non dare fiducia a nessuno, perchè c'è sempre il rischio che qualcuno la tradisca.
  • Annata bisesta a cunta cu resta
L'anno bisestile lo racconta chi resta
La carne di capra fa la moglie ladra
  • Annata d'uogghjiu annata e mbruogghju
Annata d'olio annata di imbroglio
Quando c'è una buona annata d'olio si possono scatenare litigi
  • Adu malatu vai pe sangu? (espressione/idiotismo ?)[1]
Dal malato vai a chiedere il sangue?
Non bisogna chiedere a chi non ha la possibilità di dare
  • A cammisa dei guai on si cunsuma mai (espressione/idiotismo)[1]
La camicia dei guai non si consuma mai
I guai non finiscono mai
  • A cavadu jastimatu nci lucia u pilu
Al cavallo bestemmiato gli risplende il pelo
Più si impreca nei confronti di qualcuno, più gli andranno bene le cose
  • A collera da sira sparagnala pa matina[1]
La collera della sera risparmiala per la mattina
Se si è arrabbiati alla sera è meglio aspettare che la notte porti consiglio piuttosto che fare gesti avventati
  • A cuda è dura a scorciara
La coda è dura da scuoiare
La fine è più difficile
  • A cumpidenza è amica da mala crianza[1]
La confidenza è amica della maleducazione
L'eccessiva confidenza porta ad incompresioni.
  • A cu vida u suli scarfa
Il sole scalda chi vede
Bisogna mettersi in gioco se si vuole ottenere qualcosa
  • A gadina facia l'uovu e du gadu l'unchja u culu[1]
La gallina fa l'uovo e il gallo gonfia il sedere
Si prende i meriti chi non ha fatto niente o poco.
La gamba nutre la guancia
Muovendosi, agendo si mangia, si campa.
  • A gatta prescialora ficia i gattuzzi uorbi a mamma vacabbunda facia i figghjiuoli aggarbati
Chi fa le cose di fretta fa le cose male, i genitori che non viziano figli hanno dei figli pronti a tutto
La gatta frettolosa ha fatto i gattini orbi la mamma svogliata fa i figli con garbo
  • A guttareda cuntina percia a petra
La goccia in continuazione buca la pietra.
Col tempo si può fare tutto.
  • A lingua batta duva u dienti dola
La lingua batte dove il dente duole
Quando si ha un problema si pensa solo a quello
La lingua non ha osso ma rompe il ..
La parola anche se sembra debole come strumento riesce a essere comunque forte
  • A mala vanda ti nesciru i capidi
I capelli ti sono cresciuti dalla parte sbagliata.
  • A mangiacogna è truoppu vascia
Il cibo è troppo in basso
?
  • A matinata facia a jornata
La mattinata fa la giornata.
  • A menzalora quandu è chjina spanda e fora
... quando piena fuoriesce.
Ci vuole una misura nelle cose senza strafare.
  • A miegghju muorti e subitania.[1]
La migliore morte è quella immediata.
La morte, se pur impossibilitati a sconfiggerla, vorremmo venisse improvvisa e non ci facesse soffrire.
  • A pagghja duoppu chi caddija appicica.
La paglia prende fuoco solo dopo che si scalda
Perché nasca qualcosa (per esempio un amore) ci vuole un periodo di tempo di frequentazione.
  • A Pasqua on pigghjara mugghjeri e a maju on pigghjara sumeri
A Pasqua non prender moglie a maggio non prendere asini
Nel periodo delle feste le donne sembrano tutte belle, e a maggio tutti gli asini sembrano buoni quindi è facile essere ingannati
  • A paura guarda a vigna (no a sipala)
La paura guarda la vigna (non il cespuglio).
  • A tramuntana a prima levata, u sciruoccu nta ritardata
  • A paghjia, cu u fuocu appiccica
La paglia, si accende col fuoco
è meglio evitare di mettere due cose vicine se può accadere qualcosa che non si vuole
  • A petra chi non faccia lippu s'a leva a χumara
La pietra che non fa limaccia se la porta via la fiumara
Chi non affronta argomenti seri non è da considerare in quanto senza valore
  • A purvari caccia a pada
La polvere (da sparo) lancia la palla
Con il giusto incentivo, stimolo si possono superare imprese prima considerate impossibili
  • A troppa cumpidenza è patruna da mala crianza
La troppa confidenza è padrona della mal'educazione
Essere troppo invadenti, espansivi è sinonimo di mal'educazione.

B

C

  • Cana e tristi cana, amaru a casa chi non ndava
  • Chjanu chjanu u malatu leva u sanu
Pian piano il malato porta via colui che è sano
Non bisogna farsi trascinare da chi è sulla cattiva strada
  • Cangianu i sonaturi, ma a musica è sempa a stessa.[1]
Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa.
È un detto in cui c’è chiaro il riferimento ai potenti, che pur cambiando non mutano il loro atteggiamento nei confronti del popolo, costretto suo malgrado a subire.
  • Casa e supa, stabili e sutta
Casa di sopra, podere di sotto
Se le cose vengono fatte con ordine e semplicità tutto funziona per il meglio
  • Chidu chi fai u primu e l'annu pue u fai tuttu l'annu.
Quello che fai il primo dell’anno poi lo fai tutto l’anno.
Un detto che trova riscontro in quasi tutte le culture e che vuole essere soprattutto di buon auspicio per l’anno nuovo.
  • Cchju scuru da mezzannotta on po venira.
Più buio della mezzanotte non può venire.
Quando tocchi il fondo, puoi solo risalire: questo è in sintesi quello che il detto suggerisce.
  • Chjacchiara on gurda panza.[1]
Le chiacchiere non riempiono la pancia.
Con le sole chiacchiere non si possono raggiungere gli obiettivi prefissati… ad esse vanno sempre accoppiate delle azioni.
  • Conzala comu vuoi:sempa cucuzza resta.
Condiscila come vuoi: sempre zucca resta.
La zucca viene considerata in questo caso come metafora di povertà, sia morale che intellettiva, da qui l’esortazione a non credere di poterla mutare con interventi aggiuntivi.
  • Criscianu l’anni, e criscianu i malanni[1]
Crescono gli anni, e crescono i malanni.
Più si invecchia più crescono i malanni. “La vecchiaia è una brutta bestia”, è il verbo degli anziani.
  • Cui allimita cu fjumari e cu cafuni, è suffruttariu ma mai patruni!
Chi ha dei confini con fiumare o burroni, è usufruttario ma non padrone.
  • Cui cu zzitiedi si curca, cacatu si leva.
Chi con i bambini va a letto, cacato si alza.
Con i bambini i grandi hanno sempre da perdere. Qui il significato di bambino è anche riferito al soggetto inferiore.
  • Cui in cielu sputa, nta facci nci torna.
Chi in cielo sputa, in faccia ritorna.
Qui lo sputare in cielo corrisponde al dare la responsabilità dei propri mali ad entità trascendenti... senza invece pensare a risolverle personalmente.
  • Cui 'mpresta senza pignu on’ava randa ingegnu[1]
Chi impresta senza pegno non ha grande ingegno.
Prima di affidare i tuoi soldi a qualcuno, pensaci bene: non prestarli a chicchessia, e comunque richiedi una garanzia. Non fidarti mai esclusivamente della parola.
  • Cui on si facia i fatti suoi , cu a lanterna cerca guai.[1]
Chi non si fa i fatti suoi, con la lanterna cerca i guai.
I guai sono in ogni angolo, non c’è bisogno che te li vada a cercare.
  • Cumanda e fai tu.
Comanda e fai tu.
Chi fa da sé, fa per tre.
  • Cunsighji non pagati on servanu a nenta.[1]
I consigli non pagati non servono a niente
Chi ti dà dei consigli spesso lo fa senza l’opportuno coinvolgimento, parlare non costa nulla… e fa fare bella figura.
  • Cuori ncajatu fieli jetta
  • Cuosi in cumuni, jettali adu cahuni
Le cose in comune buttale nell'immondizia
Molto spesso quando le cose sono condivise avvengono litigi
  • Cu ava accunti, ava patruni.[1]
Chi ha dei debiti, ha dei padroni.
Se chiedi dei soldi a qualcuno, sarai obbligato, fino a quando non riuscirai a saldare il debito, ad essere disponibile, a sottometterti.
  • Cu ava a mughjeri bella sempa canta.[1]
Chi ha la moglie bella sempre canta.
La moglie bella fa diventare bella anche la vita… è facile cantare quando le cose vanno bene.
  • Cu ava a paci e on a stima, ava a guerra quantu prima.[1]
Chi ha la pace e non la stima, ha la guerra quanto prima.
  • Cu ava nu fighjiu l’ava pacciu.[1]
Chi ha un solo figlio, ce l’ha pazzo.
In una cultura contadina dove la parola figlio era anche sinonimo di ricchezza, dove il numero dei figli rappresentava quindi il proprio patrimonio, averne solo uno significava affrontare vere e proprie difficoltà: educative ed economiche.
  • Cu ava pietà da carna e l’atti, a sua sa mangianu i cana.[1]
Chi ha pietà della carne altrui, la sua se la mangiano i cani.
Un consiglio questo che poco si accosta ai principi cristiani, ma che trova fondamento nella cruda realtà contadina in cui le opere buone difficilmente venivano riconosciute e ricambiate.
  • Cu ava puocu suordi sempa cunta, cu ndava assai sempa canta.
Chi ha pochi soldi sempre conta, chi ne ha tanti sempre canta.
Con pochi soldi c’è tristezza e preoccupazione, con tanti c’è felicità: i soldi non sono tutto nella vita, ma senza soldi è molto difficile andare avanti
  • Cu bella vola apparira pene e guai deve patira.
Chi bella vuole apparire pene e guai deve patire.
Apparire belli non è facile: raggiungere quell'obiettivo deve anche passare dall'accettazione delle fatiche da affrontare. Qui il riferimento non è solo alla bellezza estetica ma anche a quella morale e civile.
  • Cu camina cu zuoppu, all’annu zuoppica pur idu.[1]
Chi cammina con lo zoppo, entro un anno zoppica anch’egli.
Analogo a: Chi va con lo zoppo impara a zoppicare o a: Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.
  • Cu corna facia cornutu mora.[1]
Chi corna fa, cornuto muore
Chi di spada colpisce di spada ferisce.
  • Cu cumanda on suda.
Chi comanda non suda.
Comandare apparentemente non porta fatiche, per lo meno non porta fatiche fisiche
  • Cu cunta u suo doluri, perda mienzu onuri
Chi racconta il suo dolore, perde mezzo onore
  • Cu dassa ca pue, on ficia casa mai
Chi dice "poi" non ha mai fatto casa
Chi procastina i suoi compiti alla fine non li farà mai
  • Cu dinta mienti, fora ti caccia
Chi porti dentro, ti porta fuori
Bisogna stare attenti nell'eccessiva ospitalità perchè se ne potrebbero approffittare
  • Cu duna a rrobba prima co mora, vola pijjhatu a testa cu na mazzola
Chi dà la roba prima di morire, bisognerebbe prendergli la testa con una mazzola
  • Cu è puntuali, è patruni da buggia e l’atti.[1]
Chi è puntuale è padrone della tasca degli altri.
Se sarai puntuale nei pagamenti acquisterai fiducia, avendo la possibilità di chiedere una seconda volta e avere il credito che ti serve.
Chi costruisce in una terra non sua perde la calce, la pietra e la sabbia
Si perde solo tempo a costruire qualcosa in un terreno che non è di tua proprietà
Chi corre ci lascia il piede
Chi fa le cose di fretta sbaglia o si dimentica qualcosa
  • Cu gatta nescia surici pigghjia, si vue un da pigghja on è vera figghja
Chi gatta nasce topi cattura, se vuoi che ne prenda non è vera figlia
Chi nasce tondo non può morire quadrato
  • Cu joca sulu on perda mai
Chi gioca da solo non perde mai.
Giocare da soli ci consente di non doverci confrontare con le capacità degli altri, ma soprattutto di giustificare tutte le nostre manchevolezze.
  • Cu lavura fundu e cu lavura chjanu all'aria ni vidimu pellegrinu
Chi lavora duro e chi lavora piano all'aia ci vediamo, pellegrino
I conti si vedono sempre alla fine tra chi ha lavorato meglio
  • Cu miegghjiu attacca, miegghjiu sciogghjia
Chi fa bene i nodi, li scoglie anche bene
Chi fa un lavoro in prima persona è anche il più competente
  • Cu nci lava a testa all'asinu perda l'acqua e du sapuni
Chi lava la testa all'asino perde l'acqua e il sapone
Con i testardi non c'è niente da fare
  • Cu on ava chimmu u facia pigghja cana a pittinara
Chi non ha da fare pettina i cani
Chi non ha da fare fa cose inutili
  • Cu on da sapa e ruggia leva u saccu randa
Chi non conosce la robbia porta il sacco grande
La ruggine è capace di distruggere anche un elemento come il ferro, il consiglio qui è quello di non sottovalutare quegli elementi sconosciuti che potrebbero annullare completamente le nostre attese.
Il senso è che chi non conosce la robbia, che a prima vista è molto voluminosa, non sa che quando la mette nel sacco si riduce molto di volume e non ha bisogno del sacco grande
  • Cu paga priestu paga dui vuoti, cu paga avanti e malu servutu.[1]
Chi paga presto paga due volte; chi paga avanti è mal servito.
Non pagare mai né prima, né dopo: sii solo e sempre puntuale. Essere precisi è un grande pregio della persona, che così acquista il rispetto di tutti.
  • Cu patra e cu patruni, on puorti mai ragiuni
Con padre e con padrone, non hai mai ragione
Di fronte a figure superiori è spesso difficile far valere i propri diritti, anche se sostenuti da evidenti ragioni.
  • Cu perda e arrida è pacciu.[1]
Chi perde e sorride è pazzo.
Quando insieme alla perdita/sconfitta si esprime gioia, spesso ciò indica un disturbo psicologico.
  • Cu piecura si facia, u lupu s’amangia.[1]
Chi pecora si fa, il lupo la mangia.
Di Machiavellica memoria il detto “ricorda che l’uomo è lupo all’uomo…”. Immedesimarsi nella preda sottintende il voler essere mangiati.
  • Cu pota facia, cu sapa dicia
Chi può fa, chi sa dice
A ognuno il suo compito a seconda delle sue possibilità
  • Cu s'accuntenta du mio duolu, quandu u miu è biecchjiu u tue e nuovu.
Chi si accontenta del mio dolore, quando il mio è vecchio il tuo è nuovo
??
  • Cu seda cunta i pedati e cu camina
Chi è seduto conta le impronte di chi cammina
Chi non fa niente, critica quello che gli altri fanno
  • Cu si curriva ava u si facia utili!
Chi si offende deve ricavarne un guadagno
Offendersi a volte è naturale, ma pur se offesi dobbiamo sempre cercare di renderci utili, continuando a dare il meglio di noi stessi.??
  • Cu si dassa tirara e chistu e de chidu povaru idu.[1]
Chi si lascia tirare da questo e da quello povero lui.S
egui sempre il tuo pensiero. Un invito questo a decidere da soli
  • Cu si facia i cazzi sue, campa cent' anni.
Chi si fa i fatti suoi, campa cento anni.
Invita a non interferire negli affari degli altri.
  • Cu si guardau si sarvau.
Chi si è guardato si è salvato.
Qualunque cosa che si faccia presenta delle incognite: il pericolo è sempre in agguato. Certamente la prudenza non è mai troppa, averne a sufficienza non guasta mai.
  • Cu si marita è cuntientu nu juornu, cui ammazza u puorcu è cuntientu tuttu l’annu.[1]
Chi si sposa è contento un giorno; chi ammazza il maiale è contento tutto l’anno.
Un proverbio questo che racchiude in sé tutti i pregiudizi nei confronti della vita matrimoniale.
  • Cu si preja do mala e latti, prima o puoi u sue è vicinu.[1]
Chi gioisce del male degli altri, prima o poi il suo è vicino.
Non gioire mai del male degli altri, oltre a dare un cattivo esempio, corri il rischio di trovarti nella stessa situazione.
  • Cu si virgogna on si marita.[1]
Chi si vergogna non si sposa.
Bisogna avere coraggio per ottenere qualcosa.
  • Cu sparta pigghja sempa a miegghju parti.
Chi divide prende sempre la parte migliore.
Chi gestisce la suddivisione di qualsiasi cosa si prenderà sempre la parte migliore
  • Cu spenda puocu spenda assai
Chi spende poco spende molto
A volte capita che chi spende poco per risparmiare dovrà spendere successivamente
  • Cu s'accuntenta do mio duolu, quandu u miu e biecchjiu u tue è nuovu
Chi si accontenta del mio dolore, quando il mio è veccho, il tuo è nuovo
Chi la fa, l'aspetti! Quello che può capitare a me potrebbe capitare anche a te!
  • Cu ti dicia ca ti vola bena chjui e nu patra o na mamma, prima o puoi ti tradiscia o t’inganna.
Chi ti dice di volerti bene più di tuo padre o tua madre, prima o poi ti tradisce o ti inganna.
Non c’è amore al mondo in grado di poter uguagliare quello di una mamma e di un papà per il proprio figlio; è meglio non dare ascolto a chi dice di poterlo fare.
Chi vuol mangiare con tutte e due le guance muore soffocato
Chi troppo vuole nulla stringe
  • Cu viva e spiranza disperatu mora.[1]
Chi di speranza vive, disperato muore.
In una cultura basata soprattutto sul lavoro vivere solo di speranza significava essere degli illusi, oggi il detto è uno sprone a non lasciare la nostra vita nelle mani del caso.
  • Cu vola u menta paci si trova a menzu a guerra
Chi vuole mettere pace si trova in mezzo alla guerra
Molto spesso chi cerca di appianare divergenze si ritrova coinvolto nel litigio

D

  • Da a mala vicina a pitta chjiu randa
Alla cattiva vicina la pitta più grande
  • Da testa e latti trasa e nescia, da tua on nescira mai.
Dalla testa degli altri entra ed esci, dalla tua non uscire mai.
Cerca di comprendere le argomentazioni e i motivi che muovono chi ti attornia, fa sì che tu non abbia pensieri e giudizi discordi.
  • Dassu u fattu po sciattu: Lasciare qualcosa di buono o utile per qualcosa fatta male, inutile
Lascio il fatto per lo sciatto
  • Dei muorti a nivi ad i puorti
Dei morti la neve alle porte.
Una constatazione a novembre inizia a far freddo e il caldo è finito. Si passa dal bel tempo alla neve.
  • Dei viecchji e de zitiedi s'appura a verità.[2]
Dai vecchi e dai bambini si sa la verità
Il vecchio, con la sua saggezza e la sua accettazione verso la caducità della vita, ed il bambino, con la sua ingenua e semplice osservazione della realtà, sono coloro che più si avvicinano alla verità.
  • Dio ti libbera do poveru arriccutu e do riccu appezzentutu
Che dio ti liberi del povero arricchito e del ricco impoverito
  • Do sentimientu d'attu trasa e niesci, do tue on nescira mai
Del sentimento d'altri entra ed esci, del tuo non uscire mai
  • Doluri e muoli doluri e cuori.Dolori
dolore ai molari, dolori di cuore.
Il detto popolare è una esortazione a sopportare il dolore perché da quello verrà in seguito un dolore certamente più gradito, il dolore che nasce dal sentimento.
  • Dunanci pana a cui ti detta pitta.[3]
Dona del pane a chi ti ha dato focaccia.
Ricompensa doppiamente il favore ricevuto.
  • Duoppu i cumpietti, arrivanu i difietti.[1]
Dopo i confetti, arrivano i difetti.
I difetti si manifestano solo dopo il matrimonio. Mai pensare che le cose che inizialmente vanno bene non possano diventare difficoltose, mai limitarsi al giudizio delle apparenze.
  • Duva ti cridi cu grassu spanda, a malappena u cavulu cunda
Dove pensi che il grasso sia tanto, a malapena riesci a condire il cavolo
  • Duva satta a crapa, satta puru a crapetteda.[1]
Dove salta la capra, salta anche la capretta.
Se il giovane segue i consigli dell’anziano riuscirà più facilmente a superare gli ostacoli. In questo detto è chiara la metafora dell’animale che indica al cucciolo la via più sicura.
  • Duva vacia u mari vacia puru a marina.[1]
Dove va il mare va anche la marina.
Ogni comportamento umano è sempre un atto dovuto a stimoli socio/ambientali, affettivi, economici.

E

F

  • Fai bene e scordati, fai mala e guardati!
Fai bene e dimenticati, fai male e stai attento!
fai del male ad altri, ricordatelo, così non rimarrai sorpreso dalle reazioni. Se fai del bene dimenticalo, e il tuo gesto diventerà più bello.
  • Fatiga fatta, dinari aspetta.[1]
Lavoro fatto, denari aspetta.
Il lavoro, qualsiasi esso sia, verrà ricompensato. Questa è un’esortazione a riconoscere sempre quello fatto dagli altri ma anche a credere che il proprio verrà riconosciuto.
  • Fessa cu si mangia cincu pana o cu nci duna?
Fesso chi si mangia 5 panini o chi glieli da?

G

H

I

  • Iungiti cu i mieghju tue e fanci i spisi .
Unisciti con i migliori tuoi, e fagli le spese.
  • I ciucci si mingrijanu e di varidi si sdoganu[1]
.Gli asini bisticciano e i barili si rompono.
Un litigio porta sempre con sé conseguenze spesso inimmaginabili, soprattutto quando i litiganti sono rappresentanti significativi della comunità; a quel punto vengono coinvolte drammaticamente persone e cose che in quel litigio non avevano nulla a spartire.


  • I guai da pignata i sapa a cucchjiara chi di vota
I guai della pentola di terracotta li sa il cucchiaio che li mescola.
I problemi li conosce chi li ha.
  • I jastimi sunnu e canigghja, cu i manda si pigghja.
Le bestemmie sono di crusca: chi le manda se le prende.
Il bestemmiare in questo caso rappresenta le imprecazioni verso altri, che spesso non fanno che ricadere su chi le fa.
  • I parienti sunnu i dienti.[1]
I parenti sono i denti.
In questo proverbio c'è una doppia interpretazione: nella prima il parente viene paragonato al dente, quindi all’estrema vicinanza, all’appartenenza; nella seconda possiamo accoppiare i nostri guai “parentali” al classico dolore che ci viene quando i denti marciscono..
  • I suordi do suraru, si futta u sciampagnuni.[1]
I soldi dell’usuraio li spende lo scialacquone.
Se la tua vita è stata condotta all’avarizia o all’usura, regola vuole che tutti i tuoi averi saranno dilapidati da quello che sarà il tuo discendente.
  • I suordi fannu venira a vista all’uorbi.
I soldi fanno venire la vista ai ciechi.
Con i soldi si può ottenere quasi tutto. Persino fare miracoli.

J

  • Jennaru siccu massaru riccu.
Gennaio asciutto, massaro ricco.
Il massaro è contento se a Gennaio non piove: ciò gli permette di avere un’annata ricca di erba per i suoi animali.

L

L'acqua stagnante non è di fiumara
Chi è in un modo non può essere in un altro. Chi nasce tondo non muore quadrato.
  • L'acqua nci dissa ada petra:"Dammi tiempu ca ti pierciu".
L'acqua gli disse alla roccia:"Dammi tempo che ti scavo".
Col tempo si fa qualsiasi cosa.
  • L’amuri cumincia cui canti e finiscia cui rimpianti.[1]
L’amore inizia col canto e finisce con il rimpianto.
Un altro detto che racconta il sentire comune… ogni amore comincia in una estasi di emozioni per poi svanire in un mare di rimpianti.
  • L'amuri on si vinda e non s’accetta.[1]
L’amore non si vende e non si compra.
Se non è spontaneo, non può dirsi amore. Non è una scelta della mente, non lo si acquista col denaro… non si può obbligare il cuore.
  • L'erba chi non mbue ti nescia avanzi a porta
L'erba che non vuoi ti cresce davanti alla porta.
  • L’occiedu do biccu para biedu.[1]
L’uccello dal becco sembra bello.
La persona non si giudica dall’aspetto, ma dai fatti. Un consiglio ad approfondire.
L'uccello in gabbia non canta per amore ma canta per rabbia
Bisogna stare attenti a ciò che si vede e dare la corretta interpretazione
  • L'uocchjiu do patruni ngrassa u cavadu
L'occhio del padrone ingrassa il cavallo
Il lavoro si porta a termine se c'è il padrone che controlla
  • Liettu e fuocu on ti movara e duocu.[1]
Letto e fuoco: non muoverti da lì.
Dove c’è caldo, c’è armonia: è da stupidi allontanarsi da quegli ambienti che ci accolgono e ci proteggono con il loro calore (umano).
  • Luntanu de tue quando puoi.[1]
Lontano dai tuoi quando puoi.
Se puoi, stai lontano dai parenti: questo è anche un invito a riscoprire la dolcezza di stare soli con se stessi, lavorando sulle proprie capacità.
  • L'uomu gelusu mora cornutu.[1]
L’uomo geloso muore cornuto.
L’uomo spesso anticipa con i propri comportamenti ciò che gli succederà.
  • L’uomu si tena da parola e du vue de corna.[1]
L’uomo si tiene dalla parola ed il bue si tiene dalle corna.
L'uomo deve essere di parola
  • L'uoru prestatu quando si cerca diventa chjumbu.[1]
L’oro prestato quando si richiede diventa piombo.
Quando presti dei soldi son rose e fiori, ma quando li richiedi son do lori. Se vuoi perdere un amico…prestagli dei soldi.
  • Lignati e panelli fannu i mugghjieri belli.[1]
Legnate e panelli fanno le mogli belle.
In questo caso il termine bellezza va considerato in visione comportamentale
  • Lingua c'on parrau on si ripentiu[4]
La lingua che non ha parlato non si è pentita.
Le nostre parole sono in molti casi la fonte dei nostri guai, a volte tacere ci toglie da qualsiasi impiccio e ci da la sicurezza di non sbagliare.

M

  • Mieggjiu mammata u ti ciangi ca u suli a marzu u ti tingia
Meglio tua mamma ti pianga che il sole a marzo ti tinga.
  • Miegghju n'uovu oja ca na gadina domana.
Meglio un uovo oggi che una gallina domani.
Se devi avere qualcosa, meglio averla subito. Non puoi dire mai cosa ti riserverà il futuro. Qui sta tutta la concretezza della cultura contadina.
  • Miegghju u si capu ca cuda.[1]
Meglio tu sia capo che coda.
Meglio comandare, essere tra i primi che essere l'ultima ruota del carro.
  • Mina quantu vue, frischja e u cana vena[1]
Picchia quanto vuoi, fischia e il cane viene.
Il cane qui rappresenta le persone che sono legate sentimentalmente a noi, se pur maltrattate sono subito disponibili appena le chiamiamo.
  • Mbuttara fuocu all'acquaru
Dare fuoco all'acquaro (conduttura d'acqua facendo un solco nel terreno)
Persona che vuole provocare a tutti i costi[5]
  • Muortu u cana, morta a raggia.[1]
Morto il cane, morta la rabbia.
Questo è un invito a cercare sempre le vere cause dei nostri malanni; scientificamente sarebbe riuscire a trovare il soggetto che ha determinato l’inizio di un’epidemia, consentendo così di creare l’antidoto.

N

  • Na figghja a 20 anni a mariti oppure a scanni.
Una figlia a 20 anni o la sposi, o la uccidi.
Dopo i 20 anni una donna non era considerata abbastanza interessante per un buon matrimonio.
  • Na socera nta casa esta cuomu u diavulu nta chiesi.
Una suocera in casa è come il diavolo in chiesa.
La suocera in casa non è mai stata ben vista. Questo per diceria, ma anche per la soggezione che si ha verso un genitore che a volte non ti permette di esprimerti liberamente.
Una testa di gallo (fuso) la mattina , un'altra la sera, quando vai a controllare hai finito il lavoro
Lavorando costantemente si conclude ciò che si ha cominciato
Nè sorci nè pipistrelli
Quando si dà una vautazione di merito a un'azione mal eseguita
Nè orco nè spirito di porco
Quando si dà una vautazione di merito a un'azione mal eseguita
  • Nto paisi e l’uorbi mbiatu quava n’uocchju.[1]
Nel paese degli orbi, beato chi ha un occhio.
Confrontarsi con chi ha meno di noi è molto facile e gratificante; il detto può essere paragonato ad un attuale e celebre pubblicità: “Ti piace vincere facile?”
  • Nu bicchieri d’acqua a matina esta mieghjju e na medicina.
Un bicchiere d’acqua la mattina è meglio d’una medicina.
Bere l’acqua la mattina fa bene alla salute.
  • Nu cunsigghju frettulusu on po essera fruttusu[1]
Un consiglio frettoloso non può essere fruttuoso
Se vuoi dare un consiglio a qualcuno: è meglio che questo sia ben ponderato, altrimenti si rischia di produrre solo del male.
  • Nu patra nuotrica cientu figghjuoli, cientu figghjuoli 'on nuotricannu nu patra
Un padre nutre cento figli, cento figli non nutrono un padre.

O

  • Ogni lignu ava u fumu sue
Ogni legno ha il proprio fumo.
Ogni persona ha i suoi problemi
  • Ogni mamma, i figghjioli, volaria u mi vida adi corda da luna
  • Ogni spiritu leva ndomini
  • On aju uoghjiu pe i variduni e vacia untandu cuordi e campani?!
Non hai l'olio per i barili e ungi la corda delle campane?!.
Non hai possibilità per te, e vai ad aiutare gli altri?!
  • On si facia cosa sutta u suli c'on si sapa
Non si fa cosa sotto il sole che non si sa!.
Meglio fare le cose alla luce del sole, che alla fine si vengono a sapere!

P

  • Pana e mantu 'on grava tantu
Pane e mantello non pesano molto.
  • Pe tri calli e spiezzi perdi a gadina!
Per un po' di pepe nero (spezia) perdi la gallina
Per una cosa da poco si perdono quelle importanti
  • Pèmmu amicizia u dura, na tafareda ava u vacia, e natta ava u vena
Per durare un'amicizia, un cesto deve andare, e un altro deve venire.
In un'amicizia duratura si dà e si riceve vicendevolmente.
  • Perdisti l’uocchiu e vai cercandu l’unghj.[1]
Hai perso l’occhio e vai cercando l’unghia.
L'uomo è portato ad evitare i grandi problemi, concentrandosi su aspetti superficiali; il proverbio è un invito a dare il giusto peso e la giusta attenzione alle cose.
  • Po cazzuni 'on c'è riparu
Per lo stupido non c'è salvezza.
  • Prima d'arruri nci vola a 'bbertenza ca duoppu nci vola a pacenzia
Prima dell'errore ci vuole prudenza, che dopo ci vuole la pazienza.

Q

  • Quandu chjova e San Giovanni, tirittupiti fannu i castagni.
Quando piove a San Giovanni cadono le castagne.
A san Giovanni le castagne sono mature. È la cultura contadina che calendarizza i raccolti.
  • Quandu s'accatta u puorcu, ava u si guarda u razzu.
Quando si compra il maiale, si deve guardare la razza.
La cultura contadina, pur senza sapere nulla di quelle che sono state le scoperte genetiche, dà qui un invito a scegliere (soprattutto nei matrimoni) anche rifacendosi alle caratteristiche familiari.
  • 'Quandu ti predicannu cu u porciedu, fuja fuja cu u cordiedu
Quando ti predicano (nella vendita) per un porcellino, corri corri con la cordicella (per portartelo via)
Non lasciarti fuggire le occasioni quando si presentano!
  • Quandu u diavulu t'accarizza vola l’anima[1]
Quando il diavolo ti accarezza, vuole l’anima.
Se qualcuno ti adula, facilmente vuole qualcosa. Se poi non sai nemmeno chi sia, è meglio essere prudenti… per evitare di avere delle brutte sorprese.

R

S

  • Sa 'nbidia fussa guadara ognunu a rafaria!
  • Scupetta e mugghjeri on si prestanu mai[1]
Fucile e moglie non si prestano mai.
Oggi al posto del fucile avremmo usato l’automobile. Anche questo proverbio è legato ad una chiara cultura maschilista.
  • Senza suordi on si nda cantanu missi
Senza soldi non si cantano messe
Per fare qualsiasi attività, persino quella religiosa, c'è bisogno di denaro
  • Si bbue u vidi u nemicu morira, dassalu u parra e non ci rispundira
Se vuoi vedere il nemico morire, lascialo parlare e non gli rispondere.
  • Si rispetta u cana po patruni[1]
Si rispetta il cane per il padrone.
Il rispetto per il cane è proporzionale al rispetto che si ha per il padrone, classico caso di deferenza delegata; qui l’invito è anche quello di capire non solo chi si ha di fronte ma in particolar modo le relazioni che lo legano.
  • Si vue u gabbi u maluvicinu curcati prestu a sira e levati prestu u matinu
Se vuoi fregare il vicino cattivo coricati presto la sera e alzati presto al mattino.
  • Sparta ricchiezzi e vieni in povertà[1]
Dividi le ricchezze e diventi povero.
Non dividere le tue ricchezze se non vuoi ritrovarti povero
Una persona sta bene finchè l'altro la lascia in pace
In compagnia si sta bene, ma c'è sempre esigenza di un proprio spazio privato
Hai voglia a fischiare se l'asino non vuol bere.
Se uno è testardo non c'è niente da fare

T

  • T'abbaca mu lu fai lu mussu a fungi, a prima mu fatighi e poi mu mangi
Hai voglia a dire funghi, devi prima lavorare e poi mangiare!
  • Ti salutu amicu quandu hai, ca si pe sorta carceratu vai ti su ditti li miserere dei
Ti saluto amico quando possiedi, che se per sorte diventi carcerato ti vengon detti i miserere
Sei considero amico finchè stai bene perchè se per sorte ti capita qualche disgrazia non hai più nessuno.
  • Trasutu u santu, hinuta a hesta
Entrato il santo, finita la festa.
Quando ti trovi nelle situazioni di difficoltà saprai veramente chi ti è vicino/amico fidato.
Trovati chiuso e vedi chi ti apre

U

L'uomo muto non può essere sercito
Chi non parla non sarà mai aiutato
  • U cana c’abbaia on muzzica[1]
Il cane che abbaia, non morde.
L’uomo che parla troppo fa pochi fatti. Il detto viene usato anche per indicare quelli che promettono azioni violente ma che poi arrivano a più mieti consigli.
  • U cana scianca adu sciancatu
  • U diavulu un'ava piecuri e vinda lana[1]
Il diavolo non ha pecore, ma vende lana
Il ladro non ha orto ma vende frutta: un monito per diffidare di coloro che sono sempre disposti a darti una mano pur non avendo le competenze necessarie; o di quelli che parlano di argomenti di cui ignorano tutto.
  • U disperatu ti dispera
Il disperato ti dispera
  • U friddu e marzu percia u cuornu do vue: Fa ancora molto freddo nel mese di Marzo
Il freddo di marzo buca il corno del bue
  • U piedi chi camina 'nta notta, malanova porta
Il piede che cammina nella notte brutte notizie porta.
  • U pieju è sempa arriedi[1]
Il peggio è sempre dietro.
Un modo diverso per dire che non c’è limite ai propri guai; non credere di passare un brutto periodo perché potrebbe tranquillamente diventare peggiore.
  • U puorcu è ada muntagna e l'acqua gugghja
Il porco è alla montagna e l'acqua bolle
Preoccuparsi di qualcosa che dovrà avvenire quando ancora nè devono accadere altre
  • U puorcu sempa a Jjhianda s'insonna
Il maiale si sogna sempre la ghianda.
  • Uomu mutu 'on po' essara servutu
La persona che sta in silenzio non può essere servita.
  • U manzognaru ava u m'ava bona memoria
Chi dice menzogne deve avere buona memoria
  • U Signuri manda a nivi adi munti chi po stara
Il Signore manda la neve sui monti che la reggono
Il Signore dà a ognuno le disgrazie che può sopportare
  • U surici nci dissa ada nuci:"Dammi tiempu ca ti pierciu"
Il topo disse alla noce:" Datti tempo che ti rompo".
Col tempo si fa tutto
  • U vieru amicu si canuscia nto mumientu do bisognu
Il vero amico si conosce nel momento del bisogno
Il vero amico si conosce nel momento del bisogno
  • Ti hacisti i cunti senza...Manela ( adattamento dall'italiano dove Manela sta per ostessa )
  • Passa donna dianora, cu' càntaru nta menzalora...Cu' parra u primu s'ancannola..Nci ciercu i khiavi a sant'Elìa: *puozzu parrara sulamenta io
  • Mbbutta hfuocu all'acquaru
  • E Stilo vaju e biennio è da fammi ommi tienju!!!!
  • L'avivi a HFILUPPINA! ( per chi mangia fino ad ingozzarsi). Probabilmente da FILL UP = riempirsi a sazietà ( ennesimo esempio di parola introdotta nel nostro dialetto dai nostri emigranti d'inizio '900
  • Si cola cacava non moria.
  • O ti mangi sta minestra o ti jetti da finestra.
  • 'on truovi rigiettu
  • Sparti ricchizzi e vieni 'npovertà!
  • ' On hai dècatu ( non hai delicatezza, metodo nel compiere un lavoro)
  • L'hai abbàcu!!! ( è inutile che aspetti; pare che il termine derivi dal francese beaucoup )
  • 'A zia monaca on mbola pasta: dieci chili non ci' abbasta...a zia monaca on biva vinu: nu varidi chjinu chjinu ( strambotto urlato dai ragazzini dall'alto da' Livareda verso l'edificio che ospitava le suore fino ai primi anni sessanta)
  • TARDA MALANNU E PUE VENA!
  • Nta nchianata do Trick e Track c'è na scritta: "Sali e Tabacchi". C'è cu vacia, c'è cu vena se è biziu ava u su mantena!
  • A porta dicia "Porta", puru na petra, mai "Caccia"!
  • Papamio dicia o ti mangi sta manestra o ti jetti da finestra.
  • u liettu u fuocu e a chiazza fannu l'uomu e malarazza.
  • Si finiru i fiesti a Palermiti, on si nda dinnu cchjù missi cantati.
  • cui on cogghja riganu e pilieju a mugghjerj è vacabbunda e du maritu è pieju (detto x san giovanni )
  • Sacciu a curcata e non sacciu a levata,l'anima mia è raccumandata!
  • A tuvagghja è misa,cu' on mangia perda a spisa!
  • Acqua passata on macina mulinu.
  • Campa cavadu ca l'erba criscia!

Vacia a gozzareda all'acqua fhina chi si ruppa!

  • U ciucciu a porta e du ciucciu sa mangia!
  • U passatu fhacia u cristianu!
  • U fierru si batta quandu è caddu!
  • Acqua,fuocu e pana,on si neganu mancu adi cana!
  • L'amuri cumincia cu cantu e fina cu chjantu!
  • Vali comu u dui e cuoppi!
  • On sapa né u muortu ciangira,né u vivu cunzulara!
  • A mala vanda ti nesciru i corna!
  • Tira a petra e mmuccia a mani!
  • Marzu percia u cuornu do vue!
  • Ognunu tira i brasci adi piedi sue!
  • Da famigghja de russi u cchjù bravu ammazzau u patra!!
  • Dio u ti guarda de pili russi!
  • Cu n'uocchju frija i pisci e cu l'attu guarda a gatta!
  • Zappara e fhimmana e lavurara e vacca,amara chida terra chi la ncappa!
  • Miegghju u piettu adi padi,co vientu adi spadi!
  • U trovasti u cruoccu duva u mpiendi a lumera!
  • On appiccicara l'acqua si u puorcu è ada
  • Ogni lignu ava u fumu sue!
  • U massaru tenatillu caru!
  • U suli scarfa sulu a cu' ava e vanti!
  • Ziti sempa e maritati mai..
  • Avogghja mu nda fai ricci e cannola!Lu santu ch'è di marmaru non suda!
  • Si bue u pierdi l'amicu,prestanci suordi o fallu zitu!
  • CChjù i nuci ca i vuci!
  • On è tutt'uoru chidu chi lucia!
  • A troppa bontà scianca a viertula!
  • Nto liettu fai du' cuosi,si non duormi ti ripuosi!
  • Cu'ava a mugghieri bella sempa canta, cu'ava dinari puocu sempa cunta.
  • A da scordata si renda a pizzata!
  • Acquazzina on linchja buttazzu!
  • A purvari caccia a pada
  • Cu ava accunti ava patruni!
  • Cu perda e arrida è pacciu!
  • Cu ava pietà da carna e l'atti,a sua sa mangianu i cana!
  • Cu si dassa tirara e chistu e de chidu,povaru idu!
  • Cu scigghja,mpacciscia!
  • Cu si pinna cu l'acqua cadda,si spagna puru e l'acqua fridda!
  • Criscianu l'anni e criscianu i malanni!
  • U vue s'attacca de corna e l'uomu da parola!
  • Cu ava a paci e non a stima,ava a guerra quantu prima!
  • Cunzigghji non pagati,on servanu a nenta!
  • Cu on si facia i fatti sue,cu a lanterna cerca guai!
  • Dunanci pana a cui ti detta pitta!
  • Fatiga fatta,dinari aspetta!
  • I suordi do suraru,si futta u sciampagnuni!
  • I ciucci si mingrijanu e di varidi si sdoganu!
  • Liettu e fuocu,on ti movira e duocu!
  • Vieni fortuna e jettami a mari!
  • U diavulu on ava piecuri e vinda lana!
  • Sparta ricchiezzi e vieni m'povertà!
  • L'uoru prestatu,quandu si cerca diventa chjumbu!
  • Nu cunzigghju frettulusu,on pò essara fruttusu!
  • Cu mpresta senza pignu,on ava randa ngiegnu!
  • A cira quagghja e u santu on camina
  • A crapa figghja e u zzimmaru si lamenta!
  • Cu' on pota mangiara carna,si mbiva u bruodu!
  • U fungiu trova sempa u cumpagnu!
  • Cu' ava ammuccia,cu' on ava mustra!
  • Acqua da muntagna,pigghja a corda e vai pe ligna!Acqua da marina pigghja a corda e và cucina!
  • Cu zappa fujiendu,cogghja ciangiendu!
  • Adduva vidi a porta larga,trasa e fhjancu!
  • A regina eppa bisuognu da vicina!
  • U piaciri do ciucciu è l'erba gramigna,chidu do cavadu è l'erba longa!
  • Ogni fuocu forta,prima o pue cinnari diventa!!
  • Quandu 'amuri on nescia e cuori è comu na manestra senza sala!
  • U rispiettu è misuratu,cu porta,l'ava portatu!
  • Cu trova muodu zappa fundu!
  • L'uocchju do patruni,ngrassa u cavadu!
  • Quandu arriva a tramuntana,dassa u linu e pigghja a lana
  • I suordi,fannu u nci vena a vista all'uorbi!
  • Miegghju na mala matina ca na mala vicina!
  • Gugghjata longa, hfimmana ngonga
  • A ttia supa su mulu: Pìjjati sti porra nte su culu ( per liberarsi dai porri)
  • U carvunchju supa guàdara!
  • Si' cuomu a crapa: semp' a du nteriesu!
  • Cu' cu'i figghjuoli si curca, cacatu si leva!
  • curta gugghjata hfimmana ngarbata
  • Risparmia donna antina quandu a ghutti e china ca quandu e' vacanti si buoi u nda chiami santi

Intestazione

  1. 1,00 1,01 1,02 1,03 1,04 1,05 1,06 1,07 1,08 1,09 1,10 1,11 1,12 1,13 1,14 1,15 1,16 1,17 1,18 1,19 1,20 1,21 1,22 1,23 1,24 1,25 1,26 1,27 1,28 1,29 1,30 1,31 1,32 1,33 1,34 1,35 1,36 1,37 1,38 1,39 1,40 1,41 1,42 1,43 1,44 1,45 1,46 1,47 1,48 1,49 1,50 1,51 1,52 1,53 1,54 1,55 1,56 proverbio di Annunziato Coniglio
  2. Proverbio di Caterina Fiorenza
  3. Proverbio di Annunziato Coniglio, da notare che in italiano il corrispondente proverbio è motivo di vendetta
  4. proverbio di Annunziato Coniglio, c'è anche il proverbio contrario sull'osare o del meglio dire di averci provato per non avere il rimorso
  5. Proverbio riferito da Carlotta Demasi
  6. Ricordata da Carlotta Demasi